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la Ficoncella come Home Page
(articolo pubblicato dal dottor Aldo Ercoli sulla rivista "La Coccinella")
Crenobalneoterapia : la grande risorsa termale italiana E' venuto il momento della rinascita di una disciplina medica tanto negletta quanto semisconosciuta quale è l'idrologia medica, capitanata per lo più da cattedratici internisti, spesso e volentieri più esperti in acque minerali che in cure termali. Oggi le stazioni termali italiane (ma anche europee) sono prese d'assalto da un numero sempre maggiore di gente che non sempre va solo per curarsi ma molto più spesso si reca alle terme per prevenire o semplicemente per diletto. Come e meglio di andare al mare o in montagna. Divertirsi e star bene a due passi da casa senza lunghi spostamenti aerei verso paesi tropicali. Spesso nelle stazioni termali "en plain aire" ci si abbronza anche d'inverno addirittura senza ustionarsi grazie ai sali minerali presenti nelle acque che proteggono la cute. E l'abbronzatura diviene giorno dopo giorno sempre più compatta e permanente. Siamo sfociati, seguendo quel corso d'acqua che sgorga nelle stazioni termali, in uno degli "Eldorado" di questo nuovo millennio: la medicina estetica. Quì è estetica e naturale; il massimo. In più l'atmosfera è allegra e civettuola, non ci sono troppi camici bianchi nè si sente l'odore forte dell'alcool nè di quello degli strumenti chirurgici. Belle ragazze in costumi adamitici, corpi di ogni età curati a dovere non tanto per banale narcisismo, ma per il semplice rispetto di sè e quindi di conseguenza del nostro prossimo. Oggi le terme sono soprattutto questo. Lo sono specie a Saturnia (Grosseto) e le Terme dei Papi (Viterbo) quelle a me geograficamente più vicine anche se personalmente per motivi di studio io ho scelto quelle della Ficoncella (Civitavecchia) ove mi sono recato per più di un anno con una frequenza pressochè giornaliera. I risultati della mia ricerca sono già stati pubblicati in questa rivista con il titolo "Terapia termale personalizzata". Ero giunto alla conclusione che doveva esserci una stretta correlazione tra acque termali (sulfuree, arsenicali, arsenicali ferrose, carboniche, salso bromo iodiche, radioattive) e le costituzioni (qualche volta addirittura le tipologie!) omeopatiche. Anche un neofita avrebbe capito che le acque sulfuree erano fatte apposta per il soggetto sulfurico o comunque della medesima costituzione. E così anche quello carbonico con le acque carboniche, quello muriatico-fosforico con le acque salso-bromiche, quello iodato con le acque salse-bromo-iodiche... Per non parlare poi di quel rapporto talmente identico che esiste tra le acque arsenicali (o arsenico ferrose) e la tipologia Arsenicum Album o Iodatum. Nè va dimenticato, entrando nel miasma luesinico, l'importanza delle acque termali radioattive capaci grazie al Radon di esplicare un'azione analgesica e sedativa sia sul sistema nervoso centrale che periferico (nervi). Sia Merklen nel 1937 che successivamente Benitte nel 1957 hanno potuto dimostrare che la cronassia del nervo sciatico o del nervo crurale aumenta fino ad un valore doppio dell'iniziale sia nell'uomo che negli animali da esperimento. Pensate quale grande risorsa naturale può essere sfruttata in una delle patologie più difficili da trattare in allopatia quale è la lombosciatalgia. Nè FANS nè cortisone ma i bagni nelle acque radioattive di Lurisa (Piemonte), Merano (Trentino Alto Adige), Ficoncella (Civitavecchia). In questi centri termali tutte le forme reumatiche con spiccata dolorabilità vengono notevolmente migliorate dalla radioattività presente nell'acqua. Ho personalemente registrato ben otto casi di artrite reumatoide trovare, dopo l'opportuno ciclo termale, non solo miglioramento della sintomatologia dolorosa ma vere e proprie remissioni spontanee che si protraevano per diversi mesi dopo la terapia termale. Circa l'80 % dei pazienti che frequentano le terme di Civitavecchia hanno trovato tanti e tali benefici dalle acque da trasferirsi nei dintorni soprattutto nella stagione estiva ma talvolta, specie nei pensionati, in forma definitiva. Giunti alla mia osservazione i soggetti si sono rivelati pazienti appartenenti nella quasi totalità alla costituzione sulfurica o carbo-sulfurica. Le acque termali della Ficoncella sono chimicamente classificate come "solfato calciche lievemente alcaline con un buon indice di radioattività" (comunque nei limiti fisiologici). In definitiva questi soggetti sulfurici o carbo-sulfurici, sfidando i divieti di tanti medici ignoranti in materia ed i sorrisini ironici di "schifettosi" conoscenti e compagni di lavoro si erano immersi nelle acque calde per migliorare i propri dolori o la propria psoriasi. I risultati clinici, alla faccia di chi ci rideva sù, li avevano ripagati di tanto scetticismo. Stavano davvero meglio. Il simile aveva trovato il suo simile. Quelle corpulente figure di sulfurici che in pieno inverno entravano in vasche piene di fumo sembravano proprio dei dannati danteschi. Stavano forse espiando i loro peccati? Poi le ferite riparavano in pochi giorni, i dolori ossei scomparivano, la pelle psoriasica riprendeva il colorito naturale. E' stato davvero bello ed eccitante per me, medico e ricercatore volontario delle terme, assistere a tanti piccoli-grandi miracoli. Quando poi talvolta giungevano alle terme soggetti di corporatura diversa ho notato che nelle malattie acute (ascessi dentari, ferite cutanee) le guarigioni avvenivano parimenti con la stessa costanza mentre nelle forme croniche (malattie cutanee e artrosiche soprattutto) non solo non avvenivano le tanto sospirate remissioni ma, addirittura, si assisteva sovente a dei peggioramenti. Capii allora che quei soggetti con forme dermatologiche particolarmente "secche" (eczemi, psoriasi) che insorgono in pazienti magri, freddolosi, astenici, eretistici avevano bisogno di ben altre acque. Li invitai ad andare altrove, soprattutto in Trentino (Levico, Pejo, Vetriolo, Rabbi) dove ci sono le acque arsenicali o arsenicali-ferrose, ossia quelle simili alla loro costituzione. E' il simile che cura il simile, anche alle terme ove nell'acqua che scorre (o comunque agitata dai bagnanti) si realizza una soluzione omeopatica di mineralizzatori capace di curare. Del resto il famoso aggravamento termale (o crisi termale che interviene generalmente in 6° - 7° giornata) è del tutto paragonabile all'aggravamento che avviene (o può avvenire) in omeopatia. Se le centinaia di stazioni termali italiane sapranno sfruttare questi concetti di biodiversità potranno cogliere frutti terapeutici importanti. Nelle terme non basta il benessere fisico, il relax, l'allontanamento di ogni stress per ottenere risultati brillanti. Tutto ciò è importante ma non è sufficiente. Ci vuole una cultura omeopatica, di medicina naturale. Noi non siamo tutti eguali... e nemmeno le acque. Una classificazione in base alla temperatura le divide in: fredde (sotto i 20° C), ipotermali (tra i 20° e 30° C), termali (tra i 30° e 40° C), ipertermali (oltre 40° C). Oltre ai cationi o anioni, presenti nei dosaggi riportati nelle indagini chimico-fisiche, le acque termali presentano particolari costituenti detti demineralizzatori che, in dosi infinitesimali, sono in grado di provocare spiccate azioni farmacologiche capaci di indirizzare in modo netto l'attività terapeutica dell'acqua stessa: acque carboniche, salse, arsenicali-ferruginose, salso-bromo-iodiche, solfate, solfuree. radioattive. Ciascuna acqua diversa dall'altra, così come le piante, gli animali, gli uomini... Tra i vari meccanismi d'azione ipotizzabili delle cure termali quello che più mi convince è quelo che fa esplicito riferimento alla presenza di particolari mineralizzatori (simil simillimum o più spesso rimedio costituzionale o sintomatico cronico) presenti nell'acqua. Questo per le malattie croniche. Nelle forme acute, come ho già detto nel precedente articolo, il meccanismo d'azione dell'acqua è ben diverso: azione disinfettante (iodio), antiparassitaria (H2S), vasodilatante (CO2, H2S), sedativa (BR) etc.. Dott. Aldo Ercoli
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